Il gelsomino è una di quelle piante amanti di luce e sole il cui profumo lo rendono apprezzatissimo come rampicante da esterni. In estate è possibile passare accanto queste piante e inebriarsi del loro aroma; è così buono che i fiori vengono usati spessissimo in cucina e in pasticceria, in infusi o per aromatizzare creme.
Qualora dovessimo trovarci fortunati possessori di una pianta di gelsomino, è bene ricordare che per mantenerla in buone condizioni e in salute, e per preservarne la bellezza, è essenziale effettuare delle corrette operazioni di potatura, ma attenzione; dobbiamo tenere presente che queste possono cambiare a seconda della specie in nostro possesso.
Quando è bene potarlo
Potare il gelsomino è una pratica che varia a seconda di specie, condizioni atmosferiche e periodi stagionali. Il Jasminum (nome scientifico del gelsomino) Grandiflorum, ad esempio, è una specie che va potata prima della fase di fioritura, e lo stesso dicasi per il Jasminum Officinalis. Il Jasminum Primulinum e quello Nudiflorum, invece, vanno potati subito dopo il periodo di fioritura.
Trattandosi di pianta rampicante, il gelsomino, in buone condizioni, può arrivare ad altezze superiori ai 3 metri e coprire superfici molto ampie (viene spesso usata come copertura naturale in gazebo o patio esterni) e dunque è necessario potarlo regolarmente, basterà avere memoria dei periodi sopra elencati e della specie. Per quanto rigurda il cosidetto falso gelsomino, potete effettuare una potatura di mantenimento tra fine primavera e inizio estate.
Le tecniche e gli strumenti essenziali
Potare le piante, che siano gelsomino o altre specie, richiede sempre e comunque una attrezzatura adeguata. Guanti da giardinaggio e abiti adatti, comodi ma resistenti, sono la base principale; a questi aggiungete delle cesoie ben affilate e pulite e del disinfettante. Quest’ultimo è molto importante poichè dovrete pulire i vostri attrezzi dopo ogni taglio per impedire la propagazione involontaria di parassiti o malattie. Una volta pronti fate così:
- eliminate il superfluo
- accorciate i rami più lunghi
- diradate i germogli
- date una forma alla pianta
Con superfluo intendiamo rami secchi, malati o danneggiati. Si tratta di elementi che purtroppo sottraggono energie al gelsomino che potrebbe invece impiegare per i rami più giovani aiutandone la crescita e lo sviluppo. Fatta questa prima scrematura potrete poi concentrarvi sui rami più lunghi; accorciateli, regolando la forma generale della pianta, ma senza esagerare ed evitando i rami su cui sono presenti dei germogli, se possibile.
I germogli produrranno i fiori e dunque è preferibile salvaguardarli ma nel caso la pianta fosse molto folta potete diradarli in modo da garantire una circolazione migliore dell’aria ai rami più interni e favorendo il filtraggio della luce. Si tratta di un’operazione importante se volete assicurare il corretto benessere del vostro gelsomino. Se usate il gelsomino come siepe potete dargli una forma regolandone i rami con attenzione.