La cannella fa male al fegato? Ecco cosa può accadere, attenzione

La cannella è oramai enormemente diffusa, sotto forma di spezia sia in polvere che intera, viene impiegata da molti secoli iniziando dal sud est Asiatico (è originaria di quello che è l’odierno Sri Lanka), come condimento ma anche elemento officinale. Da oramai diversi anni viene trovata con ancora più facilità perchè ha numerose proprietà anche se può essere utilizzata in modo poco responsabile diventando pericoloso.

Molti ricorderanno la challenge diffusa alcuni anni fa che consisteva nell’ingoiare un apporto elevato di cannella in polvere, cosa decisamente pericolosa per vari motivi. Inoltre come altre spezie soprattutto se consumata in grandi quantità, viene considerata non salutare per alcuni organi. La cannella può effettivamente fare male al nostro fegato?

Spezia di qualità

Viene solitamente ricavata da varie tipologie di una pianta molto specifica, conosciuta come Cinnamomum, per svilupparla viene letteralmente staccata dal fusto cresciuto di questa specie vegetale, che è di fatto la sua corteccia. Esistono tante versioni, ma la più diffusa è sicuramente quella di colore marrone tendente al bruno che viene utilizzata come condimento.

In varie bevande, dolci ma anche piatti salati la cannella è anche conosciuta come un elemento dalle ottime proprietà antiossidanti ed è in grado anche secondo vari studi di rinforzare il sistema arterioso incentivando la salute del cuore, ovviamente non da sola ma in combinazione con una dieta sufficientemente bilanciata, un apporto di benefici influenza altri aspetti.

Cannella, quando può essere dannosa?

L’elevato contenuto di antiossidanti ma anche di elementi come vari sali minerali, dal potassio la magnesio, rendono la cannella un ottimo agente astringente, utile proprio in caso di difficoltà legate all’evacuazione. Ha un elevato potere saziante ma non tutte le tipologie vanno consumate senza una vera e propria forma di limitazione, vediamo perchè:

  • Esistono tendenzialmente due tipologie di cannella, la Cassia che è quella più economica e diffusa
  • La seconda si chiama Ceylon che è più raffinata e selezionata ed è quella da preferire per un consumo costante

Ciò che cambia è la tipologia degli ingredienti, in particolare spicca il principio attivo aromatico conosciuto come Cumarina, che è parzialmente responsabile responsabile di una protezione del sistema venoso ma che in quantità troppo elevate non viene “digerita” dall’organismo e viene smaltita con difficoltà. Per questo bisogna comprendere quanto consumarne.

Infatti può impattare sul fegato ma anche sui reni se in elevate quantità, oltre ad essere un contesto di consumo responsabile, la cannella non va consumata in modo troppo rapido e tenendola troppo tempo in bocca, questo causa una sensazione che porta a difficoltà respiratorie e può causare il soffocamento oltre ad indolenzire le ghiandole della bocca. In generale è meglio non consumare più di 6 grammi di cannella al giorno.

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