La bresaola è da sempre considerato un insaccato di pregio, si è sviluppato nel nord e quindi in Valtellina ma ormai da anni è un affettato che si mangia ovunque e che riscuote anche un discreto successo anche per via del fatto di essere cosi tanto magro rispetto ad altri.
Eppure la domanda che tutti quanti non possono fare a meno di porsi è sempre la stessa, da quale animale proviene. E’ vera la storia che dice che la sua carne è prodotta dallo zebù? Cerchiamo di entrare nel merito della questione per trovare una risposta che possa essere consona e giusta.
Da quale animale proviene la bresaola
E’ bene sapere che la bresaola proviene sempre da una carne bovina in genere sempre da specie che non sono italiane ma che sono comunque europee o sud Americane. Sono infatti dei bovini come la Limousine o il Zebù che sono tra i pochi che possono tenere la consistenza e anche una percentuale di grasso ridotta rispetto ad altre carni.
Ad esempio quello che è ancora specifico sono i tagli e infatti per potere lavorare questo prodotto è necessario il manganello, la fesa o la sottofesa o la punta dell’anca. Insomma tutte parti che sono molto magre e che hanno la carne decisamente compatta. Poi è anche vero che può arrivare o derivare anche da altri animali.
Esistono poi delle altre versioni
Ci sono poi delle versioni di altro tipo che sono ad esempio quelle affumicate ma a prescindere dalla qualità la cosa che è bene sapere è che questa carne viene sempre preparata ma resta cruda e poi viene selezionata e tagliata e delle volte legata anche a dei condimenti come spezie e cose del genere.
- Bresaola come si prepara
- da quale animale deriva
- quale parte dell’animale viene tagliata
Ad ogni modo quello che dicono gli esperti è davvero chiaro. E’ uno dei pochi insaccati che gode di una buona opinione anche per via del fatto che non ha tante proibizioni anche perchè non è cotta e poi si tratta di una carne che viene sempre selezionata perchè è magra.
La bresaola è una fonte di ferro e può essere consumata anche tre o quattro volte a settimana ma sempre in una quantità limitata, non si deve mai esagerare. Le persone che la devono evitare sono quelle che hanno una certa intolleranza alle carni lavorate e poi anche le donne in gravidanza.