Questa marca di prosciutto crudo fa male: ecco la marca che fa male al cuore e alla glicemia

Il patrimonio gastronomico italiano comprende diverse delizie che lo rendono speciale. Tra queste, rientra il prosciutto. Quello crudo in particolare è apprezzato in diverse preparazione, dai classici panini fino ai secondi piatti con l’accompagnamento di meloni e altri alimenti di origine vegetale. Negli ultimi anni, si è dibattuto fortemente sulla sua salubrità. Fa davvero male?

Nelle prossime righe, cercheremo di rispondere a questa domanda. Premettendo l’importanza, in fase di acquisto e quando possibile, di rivolgersi a piccoli produttori, che garantiscono un maggior controllo della qualità finale del prodotto, vediamo assieme informazioni preziosi sugli effetti effetti del prosciutto crudo sulla salute di chi lo consuma. Continua a leggere per scoprirli!

Il prosciutto crudo fa male?

Il prosciutto crudo, salume crudo non insaccato preparato a partire dalla coscia del maiale, è caratterizzato dalla presenza di quantità di sodio, grassi e, in generale, di calorie che possono variare fortemente a seconda del tipo di prosciutto (in tutta Italia, i produttori del settore danno vita a salumi che, tra aromi e condimenti che li rendono più o meno piccanti, aprono la porta a un florilegio di appagamento profondo per le papille gustative). Nonostante questo, capita spesso di sentir parlare del prosciutto crudo come di un alimento controindicato per chi, per esempio, ha problemi di pressione arteriosa alta, un fattore di rischio importante per il cuore.

Lo stesso si può dire per i casi in cui è necessario tenere sotto controllo il colesterolo alto o l’apporto di calorie. Nella seconda situazione, capita spesso di vedere, nelle prescrizioni di dietisti e dietologi, la presenza della bresaola, salume che ha il vantaggio di essere leggero e di garantire nel contempo l’apporti di proteine ad alto valore biologico. Un altro aspetto sul quale molti si interrogano riguarda l’essere cancerogeno o meno. Diversi studi degli ultimi anni, tra cui il celebre studio EPIC, hanno associato il consumo dei salumi, tra cui il prosciutto crudo, a un maggior rischio di cancro, per cause come l’assunzione di nitriti. Essenziale è ricordare che ci vuole equilibrio: il corpo non risponde alle eccezioni e non è la singola fetta ogni tanto a fare la differenza.

Quali sono le controindicazioni all’assunzione di prosciutto crudo?

Pur essendo un salume che, sporadicamente, ha il suo perché introdurre nella dieta dell’adulto – in autosvezzamento è meglio optare per il cotto – il prosciutto crudo presenta diverse controindicazioni. Oltre ai problemi di pressione alta e di ipercolesterolemia citati nei paragrafi precedenti, è possibile ricordare anche altre situazioni in cui la sua assunzione andrebbe evitata. Ecco quali sono:

  • Gravidanza, come tutti i salumi crudi, espone a un alto rischio di infezione da parte del batterio listeria, potenzialmente fatale per il feto.
  • Allergie alimentari alla carne di maiale.
  • Quadri di immunodepressione che, come nel caso della gravidanza, aumentano la vulnerabilità agli attacchi dei patogeni.

Tenendo conto di questi casi specifici e dell’importanza di mantenere un approccio all’insegna della moderazione, il prosciutto crudo si può mangiare. Ricordiamo che nessun alimento in sé è dannoso. Contano aspetti come la frequenza di consumo e l’inclusione o meno nell’ambito di una dieta equilibrata. Questo vale anche per il prosciutto crudo.

Come già detto, conta molto anche la qualità del prodotto stesso. Cerca di orientarti verso eccellenze come il prosciutto di Parma DOP, una chicca unica al mondo che si contraddistingue, per esempio, per l’assenza di sostanze potenzialmente pericolose come i coloranti e i conservanti, garantendo, nel contempo, un ottimo apporto di nutrienti preziosi come le vitamine del gruppo B e le proteine.

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